Il romantico fuor d'acqua
giovedì 30 novembre 2006
La canzone disperata

Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.

Abbandonato come i moli all'alba.
E' l'ora di partire, oh abbandonato!

Sul mio cuore piovono fredde corolle.
Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!

In te si accumularono le guerre e i voli.
Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.

Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!
Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
L'ora dello stupore che ardeva come un faro.

Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,
torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!

Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!

Feci retrocedere la muraglia d'ombra,
andai oltre il desiderio e l'atto.

Oh carne, carne mia, donna che amai e persi,
te, in quest'ora umida, evoco e canto.

Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.

Era la nera, nera solitudine delle isole,
e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.

Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
Erano il dolore e le rovine, e tu f osti il miracolo.

Ah donna, non so come hai potuto contenermi
nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!

Il mio desiderio di te fu il più terribile e corto,
il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.

Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.

Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.

Oh la copula pazza di speranza e di vigore
in cui ci annodammo e ci disperammo.

E, la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.
E la parola appena incominciata sulle labbra.

Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,
e i n esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!

Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.

Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.

Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.
Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.

Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,
scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

E' l'ora di partire, la dura e fredda ora
che la notte lega ad ogni orario.

Il cinturone rumoroso dei mare cinge la costa.
Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.

Abbandonato come i moli nell'alba.
Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.

Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di ogni cosa.

E' l'ora di partire. Oh abbandonato!

Pablo Neruda
 
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mercoledì 29 novembre 2006
Overview


Where is it?
Even more alone.
When everything becomes lack of respect.
 
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venerdì 24 novembre 2006
Ei fu.
Chiudo o almeno non s'avranno più info sul mio stato.
Si cambia.
 
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giovedì 23 novembre 2006
D'ora in poi...


...solo studio
 
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lunedì 20 novembre 2006
Altalena da sublime solitudine


Quanto ancora dovrò sentir tale negatività più di quanto già ne posseggo? A pochi giorni da una possibile pagina di vita che può cambiare in peggio in entrambi i casi, mi domando perchè si voglia infierire e squartare questa ferita? Speranzoso m'affido cercando di non perdere anche l'ultima persona che resta, forse l'unica che mai m'abbandonerà persino quando non ci sarà più.
E non fà niente che combatto da me la tristezza e l'agonia in attesa di quel giorno al quale le percentuali non fanno altro che generar contrasto, e la casualità incomincia a lasciar spazio all'abitudine. Avverto totale antiteticità nella sfera anacoreta, ma pur voltandomi a destra e a manca scorgo il nulla più assoluto e beffardo; ed ora non resta che attendere....la dolce ed ignea aspettazione che mi darà un fendente terminale.
E dopo?



 
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domenica 19 novembre 2006
Il Sig.Tutto&Nulla


Il Sig.Tutto&Nulla è diventato ormai entità, e trascorrono cosi meravigliosamente le giornate senza accorgerti quando la luce lascia spazio al buio, e viceversa. Quando scorgi in lontananza quel bagliore comprendi che falsa è la via e le congetture senti-mentali che l'accompagnano.
E si percepì quasi a tagliar l'aria che inezia era sì completa quanto oblìo cercava dominio eterogeneo; talvolta puntiforme e talvolta secco e diretto tal da provocare un effetto coibente su tutte le tue passioni o trattarlo davvero come un mal comune, indi mezzo gaudio.
Làddove si creassero patetiche domande non si verrebbero a creare antitetiche risposte e cosi via discorrendo, senza arrivare in procinto di una possibile decisione come via di fuga, ma semplicemente una morte lenta ed atroce tal da privarmi di qualsivoglia suono.
Tra l'altro provoco internamente dibattito cardio-cerebrale tanto da fermarmi esterefatto ad osservare interloquire i due organi, e poi? E poi, poi sarà come morire... come da song.
Paura,tanta.Dispersione,illimitata.Insignificanza,assoluta.
 
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sabato 18 novembre 2006
And so it's go on...


...losing everything,
waking up from my dreams
without seeing anyone.
The two most important persons of my life.
LoSiNg.
 
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"Untitled"
 
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venerdì 3 novembre 2006
Framed World


Scroscio d'acqua,
sotto il quale connubio di mani
stentano ad incontrarsi;
famelica realtà
ossessionante
perpetua
sbatte le sue ali e crolla
come castello di carte su di se.
Eppur
sempre lontana è la mutua conditio,
orizzonti opposti s'acclamano
nello scorrere.
Luna mattutina e sole notturno
s'antepongono come ruota
aspetta di proferir fato,
e lì s'appende il sottil filo
di speme che elongato a dismisura s'è.
Tutto ciò non è rock
ed il pop non lo deglutisco.

 
Romanticato da Superstite '81 at venerdì, novembre 03, 2006 | Permalink | 3 comments
mercoledì 1 novembre 2006
Stracco/esacerbato
 
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