
Sovr/appongo stati di prigionia,
bistratto le mie vittime tra cui il mio ego,
a loro insaputa,
credendomi chissà chi, o un nessuno altolocato.
Disegno subnormalità,
ottenendola e vivendola al tempo stesso,
peccando di falsa umiltà e finta modestia.
Non c'è da chiedersi o da porsi quesiti,
osservo solo una volontà che sa di voler essere rispettata
e non rispondo ad ambiguità con contratti a tempo indeterminato.
A rinfaccio rispondo col silenzio,
alatalenando rime tra lacrime e sorrisi,
vorrei morir d'assenzio,
oppur lasciando gli avanzi divisi.