
Svetto da cruccio a cruccio,
passo per la più fosca e nera attuazione mentale.
Non vuol essere una essenza di sbocco,
bensì pura constatazione;
chiedetemi e vi sarà dato,
ricordate che unica sarà la tinta.
Aberrazioni continue, contorte concezioni si librano
nell'aere urtando con facetie varie e variegate.
Stracco di spiegarle collidendo
cerco di involgere prima le mie ecchimosi,
e dopo faccio leva sugli arti
per spiccare o andare a caccia d'esperimenti alternativi al volo.
Se ancora si tituba sulla mia identità,
la si può cercare in qualsiasi nuvola temporalesca,
o forse come forma nera bruta.
D'ora in poi davanti a me
rimarcherò la fulgida solitudine facendone tesoro
e osservando la retta via che prima disconoscevo.