
vago con mente e corpo nei meandri
d'essa stessa alla ricerca di verbi non nocivi.
Come lame, o altro ente affilato
trafiggo dì dopo dì,
la sì perfetta Creatura che ho dinanzi.
A gambe levate,
la parte pulsante di me
non vuole entrare in tutto ciò e fugge,
tale da non creare diafonie sentimentali ed inutili.
Rasento pazzia,
ed alla ricerca di senno variegato,
apro gli occhi e osservo con quanta perizia
e costanza riesco a castigare l'Essenza compiuta.
E adesso?
Mi chiedo come limare o spuntare
tali artigli
visto che in qualsiasi salsa io agisca,
ferisca sempre.
E' crisi!