Cosa vivo?
Se non una miriade di folli e ignari sentimenti
percossi da una parte all'altra del mio corpo...
passando prima per la parte più raziocinante di me
per poi giungere a quella più emotiva.
Forma preistorica di donna
coperta da questo guscio di adeguatezza al presente
sebbene velato da sofferenze che si concretizzano e svaniscono su di esso.
Il tempo che dirà la sua nel bene e nel male
non può che aumentare la grandezza di questo vortice
o trasformarlo in una goccia d'acqua
e ricondurmi alla realtà.
Aspettando quel viaggio nel viaggio che dice
portarci a destinazione o forse sarà un avvicinarsi
alla meta tanto utopizzata e poco definita,
figlia di pre-concetti e ipotesi da validare.
Ora spazio alla chiusura del "carpe diem"
e all'apertura di quell' "illo tempore"
che cerco da un bel pò ma difficilmente viene soddisfatto.